La leggenda del Pifferaio di Hamelin continua ad affascinare e rimane a tutt’oggi avvolta nel mistero. Ed è il desiderio di sondare questo mistero per trarne valore e significato che ci ha spinto a sceglierla come nuova “Fiaba da SpettAttori” per la stagione 2010 – 2011 de “La Casa delle Storie”.

Alla leggenda così come ce l’hanno raccontata i fratelli Grimm abbiamo aggiunto un lieto fine come lo scrittore inglese dell’ottocento Robert Browing suggerisce. Ciò non tanto per dare comunque un lieto fine, come si confà a una fiaba che si rispetti, ma per poter estrarre qualcosa in più dalla storia.

L’accento è posto sulla relazione necessaria e virtuosa che intercorre tra i bambini e gli adulti. I bambini hanno bisogno degli adulti per crescere e avere un futuro, ma anche gli adulti hanno bisogno dei bambini per costruire e vedere un futuro.

Se gli adulti dimenticano i bambini, dimenticano il loro stesso futuro, se li perdono, perdono il senso stesso della vita.

Come narra la leggenda, l’eccessivo attaccamento alle cose, il non mantenere le promesse, una certa avarizia di attenzioni e una carenza di spazio per l’affettività rivolta verso i bambini e i ragazzi può portare a perderli, ed è solo l’esperienza del vuoto dato dall’assenza dei bambini che porterà gli adulti di Hamelin a ravvedersi e ad acquisire la consapevolezza di ciò che è veramente importante.

Gli stessi bambini sono salvati/ricondotti ad Hamelin da altri bambini; nel mistero della leggenda potrebbero non tornare più ma, in un certo senso, ritornano quando percepiscono che qualcosa è cambiato. È come se la circolarità e continuità della vita si ricostituisse e un’armonia infranta si ricomponesse. E il Pifferaio, dal nostro punto di vista, è magico in quanto svolge la funzione di intermediario diventando il catalizzatore che con il suo agire permette il cambiamento e questa ricomposizione.

La leggenda/fiaba è narrata dal punto di vista dei bambini ma anche dal punto di vista degli adulti e le due visioni si intrecciano continuamente.

La leggenda è datata 1284 ma, quando una storia ha radici profonde, ciò che è raccontato come “Un tempo…”, come “Un allora…” perde questa connotazione temporale diventando attualissima e presente. Il valore essenziale e universale contenuto nella storia torna a risplendere.

Gli ingredienti da noi usati per raccontarla sono gli stessi che ci contraddistinguono: possibilità di vivere dall’interno le storie grazie al coinvolgimento diretto, scoperta del senso dell’avventura, possibilità di giocare e scoprire realtà nuove e un gran divertimento per tutti.

Vogliamo anche questa volta cercare di restare fedeli a un nostro motto: “Vivere le Emozioni dal Vivo!

dai 6 anni, durata 60 minuti

 


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