La Bella Addormentata incarna l'essenza del femminile. La sua vita si assopisce (rimane sospesa) in un momento cruciale, nel punto di passaggio a una nuova etÓ e a una nuova vita. I doni delle fate, che sono l'espressione del femminile fecondo, ricco e creatore, si assopiscono in un lungo sonno che rivelerÓ la valenza dell'agire pur "non agendo".
Questo sonno Ŕ molto simile ai momenti in cui, ciascuno di noi, si racchiude in sÚ lasciando fluttuare libero il proprio mondo interiore e che, in questa presunta "passivitÓ", scopre ricchezza di fermenti, idee e rinnovamenti.
Sono momenti fondamentali per non perdersi nel cammino della vita e il tema del rallentare, del guardarsi dentro Ŕ molto attuale in un momento in cui tutto ci porta a guardare fuori, ad accelerare, a fare, a muoversi continuamente, ritenendo "l'agire" l'unica espressione del vivere, dimenticando "l'agire interiore" che Ŕ il fondamento di ogni pulsione vitale.
Il "non fare" della Principessa Rosaspina, la sua "passivitÓ" nel sonno, "attiva", sorprendentemente, il principio maschile rappresentato dal Principe.

Questo Ŕ un punto cardine della fiaba: non ci pu˛ essere una Principessa senza un Principe, come a dire, il femminile e il maschile sono necessari l'uno all'altro, uno attiva l'altro, la maturitÓ Ŕ espressione del raggiunto equilibrio tra questi due elementi che, per estensione di significato, sono anche presenti contemporaneamente in ciascuno di noi. L'armonioso incontro del Principe e della Principessa, il loro reciproco risveglio Ŕ un simbolo di quello che la maturitÓ implica: non soltanto un'armonia con se stesso ma anche con l'altro.
Inoltre la fiaba della Bella Addormentata instilla in ogni bambino, sia esso femmina o maschio, l'idea che anche un evento "atteso come una maledizione" ha in realtÓ le conseguenze pi¨ felici e che non bisogna averne paura. Suggerisce che non bisogna temere i propri periodi di passivitÓ e che anche attraverso questi momenti Ŕ possibile raggiungere la propria realizzazione.
Ne abbiamo tratto uno spettacolo che affascina per la sua poesia e che vive nel regno del "tempo senza tempo" dove tutti possono, divertendosi, diventare Fate, Damigelle, Nobili, Paggi e Giullari.
Tutto si sopisce e rinasce... grazie a un bacio!


Da "L'Arte di Inventare Fiabe" di Maria Varano: "....le fiabe sono un viaggio avventuroso in cui gli individui si muovono, rendono attraente l'esperienza del cambiamento..."

 


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