Il Gatto de Il Gatto con gli Stivali è certamente il gatto più famoso presente nel mondo delle fiabe e innumerevoli sono le rivisitazioni realizzate e le opere ispirate ad essa.
La nostra, cerca di essere il più fedele possibile all’originale rispettandone il colore, il calore e il ritmo, mantenendo quello spirito di “costante corsa in avanti” espressa dal protagonista nel suo voler aiutare il suo padroncino. Il Gatto è per noi come il doppio del giovane Mugnaio, rappresenta la parte istintuale - animale di cui ciascuno dovrebbe fidarsi. Quando noi riconosciamo e accettiamo un’altra persona o una parte di noi, magari la più “comune”, la meno “nobile”, la meno “bella”… questa “integrazione”, questo “riconoscimento incondizionato”, permette a questa parte, a quest’altro, di dare il meglio di sé.

Il Gatto grazie alla sua astuzia, al suo intuito e al suo istinto, renderà reale ciò che non è ancora accaduto. Grazie alla sua operosità, al suo lavoro e al suo agire molto “reali” e operando con cose reali come il Re, i Contadini, l’Orco, trasformerà la vita del suo padrone da sogno a realtà.
Il Gatto come il suo padroncino è piccolo in un mondo di grandi ma i suoi stivali lo mettono in grado di fare dei passi lunghissimi, cioè di uscire dal suo stato di piccolezza pur rimanendovi, di fare grandi passi pur continuando a essere un piccolo gatto, un po’ come il bambino che, a volte, può voler restare piccolo ma fare cose da grandi.
Ciò che affascina è il doppio rovesciamento da piccolo in grande e da perdente in vincente.

Il nocciolo più autentico della fiaba non è la carriera del Marchese di Carabas, ma il rapporto tra il giovane e il gatto, tra l’orfanello e l’animale. Sul piano emotivo, è l’immagine più durevole, più efficace. Secondo V. Ja. Propp, l’animale che figura nelle fiabe come un benefattore dell’uomo e lo aiuta in imprese difficili è l’animale-totem venerato dalle tribù primitive di cacciatori che avevano con lui un contratto di tipo religioso. Il bambino acquisisce il valore dell’amicizia e dell’aiuto reciproco, impara che nella vita bisogna anche essere intraprendenti e a volte saper rischiare.

Nella vita quel che conta non è l’amicizia dei Re ma l’amicizia dei gatti, cioè delle piccole creature sottovalutate e deboli, che sanno imporsi ai potenti.
Ne abbiamo tratto uno spettacolo ricco, divertente e pieno di ritmo di cui possono godere non solo i piccoli ma anche gli adulti che con loro, partecipando allo spettacolo, lo vivono dall’interno.

Da "Le Radici Storiche dei Racconti di Fate" di Vladimir Ja. Propp:

La fiaba raggiunge la sua acme quando mette in mano all’eroe il mezzo fatato…in seguito la parte dell’eroe diviene del tutto passiva. È l’aiutante che fa tutto in vece sua, oppure agisce mediante un mezzo magico…ma con tutto ciò l’eroe rimane eroe. L’aiutante è l’espressione della sua forza e della sua capacità.

dai 6 anni, durata 60 minuti

 


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